Un progetto al tempo stesso autobiografico e antropologico, cominciato nel 2024 e ancora in fase di realizzazione. È un’esplorazione “à rebours” dei ricordi familiari e, allo stesso tempo, una riflessione sul ruolo della memoria nell’immaginario collettivo e personale.
Tutto è iniziato con il viaggio dei miei nonni materni, originari di due diverse regioni d’Italia, sposati per procura (oggi diremmo “a distanza”), che si sono incontrati per la prima volta in Argentina, il loro paese di emigrazione, dove è nata una mia zia e dove mia madre è stata concepita e poi partorita su una nave durante il viaggio di ritorno. Per immaginare questo viaggio, ho seguito le loro tracce attraverso documenti e fotografie provenienti da archivi familiari e da archivi collettivi e pubblici (in particolare quelli relativi alla migrazione degli italiani in Sud America).
Questo progetto è un ritorno al passato che inizia dal presente: mia madre è nata in mare, di ritorno dal “Nuovo Mondo”, ed è stata battezzata al largo delle Isole Canarie, prendendo il nome dalla nave. Lei è il collegamento tra me e un “nuovo mondo” che non ho mai scoperto, se non attraverso alcune immagini sbiadite che ho ritrovato.























